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Set on the Net...

Un tempo c'erano la racchetta, la pallina gialla, la fatica sul campo d'allenamento, le gioie, i dolori e il divertimento. Oggi c'è l'amore per lo sport e la voglia di raccontarlo...
venerdì, 21 marzo 2008

La prima comparsa sulla Gazzetta...

Emi - Gazzetta
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domenica, 11 novembre 2007

CALCIO. AGENTE DI POLIZIA ESPLODE UN COLPO: MUORE UN TIFOSO DELLA LAZIO

Verrà ricordata come l’ennesima domenica di ordinaria follia del calcio italiano. Otto mesi dopo la morte dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, avvenuta nel febbraio scorso durante gli incidenti tra le tifoserie di Catania e Palermo, lo sport più popolare del nostro Paese ha vissuto un’altra tragica giornata. Teatro della tragedia un autogrill dell’autostrada A1, nei pressi di Badia al Pino, dove Gabriele Sandri, 28enne tifoso della Lazio diretto a Milano per la gara tra i biancocelesti e l’Inter, è rimasto ucciso da un proiettile partito accidentalmente dalla pistola di un agente del “Polstrada”, giunto sul posto nel tentativo di sedare gli incidenti scoppiati tra ultras biancocelesti e della Juventus, in cammino verso Parma per seguire la trasferta in terra emiliana della propria squadra.

L’episodio ha innescato il solito fiume di parole e critiche: sull’opportunità di far giocare o meno le partite, sulla validità dei provvedimenti restrittivi adottati in primavera dal Governo, sulla moralità del mondo ultras piuttosto che sul comportamento delle forze dell’ordine e sulla sicurezza all’interno degli stadi. Non si è fatta attendere molto neppure l’attesa ondata di violenza delle frange estreme, da sempre ostili nei confronti degli organi di polizia, che hanno chiesto a gran voce, ma senza trovare ascolto, che gli incontri venissero rinviati. A Bergamo i tifosi dell’Atalanta si sono resi protagonisti di intemperanze tali da portare alla sospensione della gara tra i nerazzurri e il Milan, a Roma la sede del Coni e alcune caserme di polizia sono state assaltate da centinaia di supporters, mentre a Milano gli ultras di Lazio ed Inter hanno organizzato un breve corteo di protesta nei confronti delle forze dell’ordine.

E proprio come nei giorni che seguirono la morte dell’ispettore Raciti, oggi ci si interroga nuovamente sul da farsi e si invoca il tanto decantato modello inglese, fatto di stewart, stadi privati e decreti fortemente coercitivi: un sistema che ha portato indubbiamente a risultati concreti, ma che è andato ad agire all’interno di una società che vive il fenomeno calcio in modo palesemente meno “ossessivo” rispetto a quella italiana, dove si deve fare i conti con tifoserie che arrivano ad assaltare le auto dei giocatori, ad assediare i campi di allenamento e minacciare i presidenti in segno di protesta per il cattivo andamento della propria squadra.

E allora, forse, il problema impone una riflessione più approfondita, che vada a scavare nel disagio sociale e nella totale assenza di cultura sportiva di alcuni fra quei ragazzi che riempiono le curve degli stadi. Una riflessione che consenta di giungere a una soluzione ben più radicale ed efficace che non un semplice “Daspo preventivo” o un biglietto nominativo.

In questo scenario passa doverosamente in secondo piano anche l’aspetto sportivo, che pure ha visto la straordinaria rimonta della Juventus in quel di Parma, la caduta casalinga della Fiorentina contro l’Udinese e i successi scaccia-crisi di Palermo, Torino e Reggina. Perché, al di là di qualsiasi discussione, la credibilità del calcio italiano ha incassato un’altra pesante sconfitta, che incrina ancor più l’amore già abbondantemente fiaccato di tutti gli appassionati sani e genuini di questo sport.

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lunedì, 15 ottobre 2007

Tennis: Flavia Pennetta ritrova il sorriso

Il cuore di Flavia Pennetta è tornato a battere più forte che mai. Domenica la brindisina ha trionfato nel torneo Wta di Bangkok, battendo in finale la taiwanese Yung-Jan Chan per 6-1, 6-3. Una sfida senza storia che l'azzurra ha dominato dal punto di vista del gioco ma anche sotto l'aspetto mentale, riuscendo a mantenere alta la concentrazione nonostante le quattro ore d'interruzione per pioggia ad inizio secondo set. Se a questo si aggiungono anche la vittoria nei quarti contro l'israeliana Shahar Peer (n°16 del mondo) e quella in semifinale con Venus Williams (20 vittorie e una sola sconfitta contro le italiane), si ha la giusta misura della splendida cavalcata della pugliese, al suo quarto titolo in carriera (dopo Sopot nel 2004, Bogotà e Acapulco nel 2005) in dieci finali disputate.

Un successo, quello di Bagkok, giunto nel momento forse più delicato della vita tennistica, e non solo, di Flavia, che sembrava ormai in caduta libera dopo la delicata operazione al polso di fine 2006. Finora, infatti, l'attuale stagione non aveva riservato altro che una sequenza record di delusioni per la 25enne brindisina: ben 13 eliminazioni al primo turno e una classifica Wta sempre più deludente, che, di settimana in settimana, l'ha vista scendere fin quasi oltre la 100esima posizione (n° 92 all'inizio del mese di luglio). A tutto ciò si sono aggiunti, poi, i ben noti problemi sentimentali con Carlos Moya e la fine del lungo fidanzamento con lo spagnolo: circostanze che hanno certamente incrinato la serenità della Pennetta e di conseguenza anche il suo rendimento in campo.

La vittoria in Thailandia permette alla bella pugliese di gettarsi tutto alle spalle, recuperare diverse posizioni nel ranking Wta (10, ora è la n°39) e guardare al finale di stagione con rinnovate ambizioni, ma restituisce anche all'Italia la quarta tennista da Top40 (le altre tre sono Schiavone, Santangelo e Garbin) e, soprattutto, una giocatrice essenziale per rilanciare la sfida a quella Federation Cup vinta nel 2006 e ceduta meno di un mese fa in finale alla Russia.


Emiliano Albensi - Italia chiama Italia
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mercoledì, 19 settembre 2007

VELE SPIEGATE A FIUMICINO. TRIONFO DI SPITHILL E LUNA ROSSA

Uno spicchio di America’s Cup alle porte di Roma. Un po’ della magia della competizione velica più antica del mondo (la prima edizione fu disputata nel 1851 a Cowes, in Inghilterra) è approdata per la prima volta nelle acque di Fiumicino, porto laziale a due passi dalla Capitale, per regalare giorni di grande spettacolo per tutti gli appassionati, e non, della vela. Da martedì 11 settembre fino a domenica 16 alcuni dei migliori skipper dell’ultima edizione dell’America’s Cup si sono dati battaglia nella “Latium Match Cup”, tappa italiana del World Match Racing Tour dell’ISAF (International Sailing Federation, la Federvela internazionale), il campionato del mondo di specialità che si corre su imbarcazioni di 11 metri classe Solaris 36. Latium Match Cup_2Oltre 10 mila spettatori, in questi giorni, sono accorsi ad assistere alle regate e visitare i numerosi stand allestiti all’interno del “Civitavela Sail Show”, il grande villaggio di 50 mila metri quadrati. Un successo di pubblico che ha spinto il Comitato Organizzatore ad annunciare, in occasione della giornata conclusiva, che anche nel 2008 il World Match Racing Tour farà tappa a Fiumicino.

 Latium Match Cup_1

Il clou è stato raggiunto in occasione degli ultimi due giorni di regate, che prevedevano le semifinali e le finali, con una suggestiva cornice di barche in mare e pubblico a terra. La manifestazione è stata dominata da James Spithill, skipper di Luna Rossa, capace di mettere in riga gli avversari e vincere tutte e 14 le regate disputate. L’australiano ha ricevuto il trofeo e l’assegno da 55 mila euro dalle mani di Salvatore Sarno, fondatore e presidente del team sudafricano Shosholoza. Secondo posto per il francese Sebastien Col, terzo per il danese Sten Mohr, rispettivamente nel pozzetto di Areva Challenge e Bmw Oracle nell’ultima edizione dell’America’s Cup. Non ha brillato, invece, il napoletano Paolo Cian, timoniere di Shosholoza a Valencia, che ha subito un secco 3-0 nei quarti di finale da Sten Mohr ed ha chiuso con il quinto piazzamento.

 Latium Match Cup_3

Ai grandi personaggi della vela internazionale, protagonisti in acqua, si è aggiunta ieri la presenza di quello che è considerato il miglior velista al mondo: Russell Coutts. Il 45enne neozelandese, vincitore in carriera di 3 Coppe America (Black Magin nel 1995, Team New Zealand nel 2000 e Alinghi nel 2003) e ingaggiato dagli statunitensi di Bmw Orale Racing per la prossima campagna di America’s Cup, ha presentato alla stampa le nuove imbarcazioni RC 44, progettate e realizzate da lui stesso, che nel maggio del prossimo anno gareggeranno a Cagliari.

Dunque, il 2008 si preannuncia come un importante trampolino di lancio per il movimento velico italiano, nella speranza che in futuro la manifestazione più prestigiosa, la Coppa America, possa approdare sui nostri lidi.

 

Emiliano Albensi

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mercoledì, 19 settembre 2007

CAMBIO DI ROTTA

Fino ad ora questo blog è stato "popolato" da news e foto solo e soltanto sul mondo del tennis. Ma ora ho deciso di modificare un po' il "tiro" e puntare anche su altre importanti realtà, quali il calcio, i motori, la vela e quant'altro, nella speranza di rendere questo spazio più interessante.

Spero che la decisione non dispiaccia ai miei assidui e numerosi lettori ;)))))

Emiliano Albensi

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sabato, 25 agosto 2007

BILANCIO DELLA STAGIONE E PRONOSTICI PER L'US OPEN

di RINO TOMMASI

NEW YORK - Ci sono due buone ragioni, oltre a quella – importantissima – della tradizione , che offrono la massima credibilità alla gerarchia ormai ben definita alle competizioni tennistiche.
Inevitabilmente attenuatasi, in uno sport molto individuale, il prestigio della Coppa Davis, rimangono in una categoria a parte le quattro prove del Grande Slam dietro le quali, a buona distanza, ci sono i tornei del circuito Masters Series.
Alla vigilia dell’Open degli Stati Uniti, che chiude a livello di Slam, la stagione può essere interessante fare un piccolo bilancio degli otto mesi che il 2007 si sta lasciando alle spalle.
Roger Federer ha vinto l’Australian Open e Wimbledon lasciando a Rafael Nadal il Roland Garros nel rispetto di una specializzazione ormai consolidata. La vera sorpresa dell’anno è stata la seconda finale consecutiva raggiunta da Nadal a Wimbledon ed il fatto che l’abbia persa in cinque set.
Per quanto riguarda il Masters Series i sette tornei già disputati (rimangono Madrid e Parigi Bercy) se li sono divisi i primi tre giocatori del mondo. Tre li ha vinti Nadal, due ciascuno Federer ed il serbo Novak Djokovic, già individuato come futuro campione ma solo quest’anno esploso ad alto livello.
Questa regolarità di risultati trova giustificazione nel meccanismo del tennis che riduce le sorprese. Come noto ci vogliono due punti di differenza per vincere un game o un tie-break, due game di differenza per vincere un set, nei grandi tornei bisogna vincere tre set. Insomma alla fine della giornata è difficile che non vinca il più bravo. Poi c’è il sistema dell’eliminazione diretta: non c’è il pareggio, niente calcoli, chi vince va avanti, chi perde va a casa.
Ecco allora che il pronostico per il torneo di Flushing Meadows è presto fatto. Federer ha buone probabilità di vincere il dodicesimo torneo dello slam della sua carriera, il quarto consecutivo a New York. Il sorteggio ha collocato Nadal e Djokovic dalla stessa parte del tabellone ed i due dovrebbero giocarsi il ruolo di sfidante o di finalista con qualche piccola incognita che riguarda la maturazione del serbo e la scarsa simpatia di Nadal per il cemento ed in generale per questo torneo dove non è mai andato oltre i quarti di finale, peraltro raggiunti una sola volta in quattro partecipazioni.
Favoriti di riserva Roddick, che è dalla parte di Federer, Hewitt, che è in recupero, Gonzalez e Blake.
In campo femminile bisogna spiegare la clamorosa differenza tra le indicazioni del computer e quelle dei tre tornei dello Slam già disputati. Uno l’ha vinto Justine Henin, che è la numero uno, ma gli altri due li hanno vinti le due sorelle Williams, Serena che è la numero 8 e Venus che è la numero 12. Questo perché, al contrario di quanto avviene per gli uomini dove i migliori giocano quasi sempre, le due sorellone giocano solo quando ne hanno voglia per cui sono penalizzate dal computer. Dimostrando una colpevole ottusità i dirigenti americani non le hanno privilegiate nella scelta delle teste di serie dimenticando che le Williams hanno vinto in due 14 titoli dello Slam.
Avessi dovuto decidere io avrei dato la numero uno alla Hernin, la due alla Sharapova che sul campo pare sia molto più brava che a letto, la tre e la quattro alle due Williams evitando di averle dalle stessa parte del tabellone. Le alternative sono la Kuznetsova, che a New York ha già vinto tre anni fa, e le due ragazze serbe (Ivanovic e Jankovic).
Per quanto riguarda gli italiani, affrontano senza troppe speranze l’ultimo esame stagionale. Al solito il traguardo è quello della seconda settimana. Abbiamo in tabellone 4 giocatori ed 8 giocatrici, a Parigi ne avevamo 18, in Australia ed a Wimbledon 13. Volandri e tre ragazze, Garbin, Schiavone e Santangelo hanno ottenuto una testa di serie secondaria, che garantisce loro di non avere avversari molto forti nei primi due turni ma ostacoli molto impegnativi al terzo.
Si comincia lunedì alle 11 ora locale, le 17 in Italia. In tv si potrà seguire il torneo su Eurosport, la cui programmazione non potrà essere completa come quella di Sky a Wimbledon ma sono il meno indicato a sottolineare questo aspetto.

Rino Tommasi
Ndi UBS: mentre sto partendo rimbalza una notizia dall’US open. A Chicco Luzzi, eliminato al secondo turno delle quali hanno fatto togliere una maglietta perchè portava un logo di PlayBoy (un coniglietto), non ho ben capito se fuori misura. La regola è che non si possono mettere simboli di società che non siano legalmente riconosciute come aziende di abbigliamento! A un ragazzino americano di 15 anni avevano fatto togliere invece una magliettina con la bandiera americana, ma poi si sono scusati e gliela hanno lasciata. Mah…è certo vero che la bandiera americana è più patriottica di quella di PlayBoy, però…

(fonte www.ubaldoscanagatta.com)

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lunedì, 06 agosto 2007

IL NO DI VOLANDRI E SEPPI AL CANADA. IN 5 ANNI SU 10 MASTERS USA FILIPPO HA GIOCATO UN SOLO CINCINNATI

di RINO TOMMASI

Il tennis si è concesso qualche settimana di basso profilo per riprendere a pieno regime con i due tornei Masters Series (Montreal e Cincinnati) che fanno da prologo all’Open degli Stati Uniti, quarta ed ultima prova stagionale del Grande Slam.
Spiace apprendere che due dei nostri giocatori più importanti, Filippo Volandri ed Andreas Seppi, hanno rinunciato all’Open del Canada dove probabilmente ci saranno tutti i più forti giocatori del mondo.
Dopo aver ottenuto di non giocare l’inutile incontro di spareggio con il Lussemburgo, Volandri sperava di raccogliere punti per la sua classifica nei due tornei di Umago e di Sopot, che avevano un campo di partecipazione modesto ma si giocavano sulla terra battuta, la superficie preferita dai nostri giocatori.
Purtroppo il piano di Volandri non ha funzionato perché ha perso nei quarti ad Umago (dove ha vinto Moya, a dimostrazione che era un torneo abbordabile) ed addirittura al primo turno a Sopot. A questo punto mi sarebbe piaciuta una reazione di orgoglio da parte del nostro numero uno che modificando la sua tradizionale programmazione (rimanere il più lontano possibile dai tornei sul cemento) avrebbe potuto cercare a Montreal i punti che non era riuscito a trovare sulla terra.
Nelle ultime cinque stagioni su dieci possibili partecipazioni ai tornei dell’estate nordamericana, Volandri ha giocato una sola volta a Cincinnati perdendo al primo turno da Olivier Rochus. E’ giusto che un professionista cerchi di orientare la propria programmazione su tornei a lui più favorevoli ma anche i più accaniti specialisti della terra battuta, vale a dire gli spagnoli, si sono convinti che per mantenere posizioni di vertice in classifica bisogna giocare anche i tornei meno comodi e meno convenienti.
Il credito che Volandri si era conquistato giocando molto bene al Foro Italico, dove ha battuto Federer raggiungendo la semifinale, si sta esaurendo. Tra l’altro Volandri rischia di essere superato in classifica da Potito Starace che è salito al numero 32, la sua migliore classifica di sempre.
Purtroppo la competizione per il ruolo di leader del tennis nazionale si svolge su livelli modesti. Non abbiamo un giocatore tra i primi dieci dai tempi di Panatta e Barazzutti. Dopo di loro hanno fatto fugaci apparizioni tra i primi venti Gaudenzi, Camporese e Furlan, per il resto ci hanno tenuto in piedi le ragazze che peraltro, di fronte ai successi della Federation Cup, hanno perduto anche loro terreno nelle classifiche individuali.

Rino Tommasi

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lunedì, 30 luglio 2007

FINALMENTE SCHIAVONE.

Il sortilegio è stato spezzato. Francesca Schiavone può festeggiare. Dopo otto finali perse, la “Leonessa di Milano” è riuscita finalmente a scrivere il suo nome nell’albo d’oro di un torneo Wta. Bad Gastein non è certo Wimbledon e Yvonne Meusburger, numero 62 della classifica mondiale, non è sicuramente Justine Henin, ma in Austria l’azzurra è tornata a ruggire e a offrire emozioni. “Sono davanti al Lago di Como, mi rilasso e mi godo questo successo con semplicità e leggerezza”, ha raccontato stamattina la 27enne tennista ai microfoni dell’Agenzia GRT. “Tutti sono convinti che tutte quelle finali perse fossero un peso, in realtà penso semplicemente che non era ancora arrivato il momento giusto per vincere”. Soltanto due mesi fa però, sconfitta al primo turno degli Internazionali d’Italia dell’australiana Stosur, Francesca veniva sommersa di critiche in sala stampa per un gioco discontinuo e un atteggiamento distaccato: “Rivincite con gli altri non ne ho, però devo dire che voi giornalisti siete proprio una bella razza!! A Roma avevo cercato di spiegare che non era un momento positivo, che avevo ricominciato a lavorare e i risultati sarebbero arrivati presto”, ha spiegato, a ruota libera, la milanese a GRT, “però sono stata aggredita e mi sono difesa di conseguenza. In quel momento non potevo dare di più, io per prima ero arrabbiata ma sapevo che sarei tornata ed avrei offerto altre emozioni. Oggi sono contenta di aver ritrovato i miei ritmi e le mie sensazioni, anche se non è che ora sia tutto in discesa e tutto facile. Bisogna ricominciare a lavorare con nuovi stimoli”. Francesca Schiavone Una vittoria che giunge in un momento delicato della stagione, a circa un mese e mezzo dalla finale di Federation Cup contro la Russia, a Mosca. Una sfida che la Schiavone attende con impazienza: “La maglia azzurra per me conta tantissimo. E’ un qualcosa che sento dentro e che mi dà stimoli enormi. Ho voglia di portare la mia nazione ai livelli massimi e contribuire a sviluppare il movimento tennistico nel nostro paese. So che non siamo le favorite ma mi piacerebbe riuscire a giocare bene e a portare a casa due punti. Ovviamente, sempre che Barazzuti mi convochi…”. Intanto, stamattina la Wta le ha fatto un altro regalo: grazie al successo di ieri, l’azzurra è salita di quattro posizioni in classifica ed è rientrata tra le prime 30 giocatrici al mondo, attestandosi al numero 27. “Dal punto di vista numerico e dei risultati le Top10 sono ancora lontanissime ma sento di essere di nuovo molto competitiva. Vedremo cosa accadrà nei prossimi tornei”. E allora non resta che attendere fiduciosi che Francesca regali ancora emozioni…
 
Emiliano Albensi
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mercoledì, 18 luglio 2007

COPPA DAVIS. BARAZZUTTI: VINCIAMO E TORNIAMO NEL TABELLONE MONDIALE

Nel caldo afoso di Alghero, l’Italia prepara l’operazione Lussemburgo. Da venerdì, gli azzurri saranno in campo contro la selezione del piccolo Stato nordeuropeo per lo spareggio salvezza del Gruppo 1 di Coppa Davis. Daniele Bracciali, Potito Starace, Andreas Seppi e Matteo Travisan: sono questi i quattro moschettieri che da mercoledì lavorano sodo sui campi in cemento della cittadina sarda, agli ordini di Corrado Barazzutti. “Il gruppo sta bene e si allena con impegno nonostante il gran caldo”, ha spiegato, stamane, il capitano azzurro all’Agenzia Radiofonica GRT. “L’unico che sta facendo sedute ‘differenziate’ è Starace, al quale purtroppo non sono arrivate le valigie all’aeroporto!”. barazzutti - italiaE’ tornato a casa, invece, Simone Bolelli, costretto ad alzare bandiera bianca per un risentimento ai muscoli addominali. Al suo posto, Barazzutti ha già chiamato il 17enne Matteo Trevisan, in ballottaggio fino all’ultimo con Federico Luzzi: “E’ arrivato da poche ore e penso che, salvo clamorosi sviluppi, sarà lui il quarto azzurro per la sfida con il Lussemburgo”. Non si tratterà di una semifinale di Federation Cup ma il capitano dell’Italia ci tiene parecchio alla sfida con la nazionale di Johny Goudenbourg: “Siamo i favoriti e lo sappiamo”, ha raccontato Barazzutti all’Agenzia GRT, “vogliamo vincere per poterci giocare il prossimo anno l’accesso al tabellone principale. Quanto alle ragazze, beh ci hanno abituato a imprese come quella contro la Francia. La finale di settembre contro la Russia, a Mosca, è un altro scoglio proibitivo, perché  considero le ragazze di Tarpischev la più forte nazionale al mondo. Ma andremo a giocarcela a viso aperto e con grande ottimismo”. E con una ritrovata Francesca Schiavone che, dopo mesi nell’oblio, contro la Francia è tornata ad esprimere un tennis di altissimo livello: “Non è la prima volta che vince incontri come quello con la Mauresmo. Anche lo scorso anno riuscì a battere la transalpina, che tra l’altro in quel momento era numero uno del mondo. Penso che sia la maglia azzurra – ha concluso Barazzutti all’Agenzia GRT - a dare una carica speciale a Francesca, quindi mi attendo molto da lei anche contro la Russia”.
Emiliano Albensi
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giovedì, 12 luglio 2007

FED CUP: L'ITALIA SFIDA LA FRANCIA PER VOLARE DI NUOVO IN FINALE

Davide contro Golia. Il paragone viene immediato pensando al confronto tra le azzurre e le transalpine. E per fortuna, verrebbe da aggiungere, che tra le fila francesi non c'è la recente finalista di Wimbledon, Marion Bartoli. Quel che è certo, comunque, è che le nostre ragazze daranno l'anima per cercare di raggiungere la seconda finale consecutiva. “La nostra squadra è estremamente motivata e le ragazze giocheranno assolutamente alla pari con le francesi”, ha detto il capitano Corrado Barazzutti. “Sappiamo bene che sarà un incontro difficile ma abbiamo tutte le carte in regola per ottenere un grande risultato. Scenderemo in campo da nazione campione in carica - ha spiegato Barazzutti - e questo, oltre a rappresentare per noi un motivo di grande orgoglio, costituisce anche una forte spinta a fare tutto il possibile per andare ancora una volta in finale”. La nostra numero uno del mondo, Tathiana Garbin, si è invece soffermata sulla mancata convocazione da parte del capitano francese, Georges Goven, della Bartoli: "Lo sapevamo tutte che non avrebbe giocato in Fed Cup, ancor prima del suo arrivo in finale. Lei e suo padre non vanno d’accordo con la loro Federazione e non ha mai accettato di giocare per la nazionale. Peccato – ha poi scherzato Tathiana – perché è una giocatrice molto forte sull’erba ma non altrettanto potente sulla terra battuta!”.
Domani alle 12 verranno effettuati i sorteggi e dovremo attendere fino all'ultimo per conoscere le scelte di Barazzutti: ”Questa è una squadra molto forte e compatta e ognuna di loro è pronta a dare il suo contributo. Tutte sanno giocare bene il doppio e tutte sono disponibili per il singolare. Sceglieremo tutti insieme perché vogliamo fare la scelta migliore al fine di ottenere il massimo risultato". Da giorni le azzurre si stanno allenando con grande intensità, nel centro sportivo di Castellaneta Marina, sotto un caldo cocente. E la speranza è che il clima sia infuocato anche nel week-end...

Emiliano Albensi

Convocate Italia: Tathiana Garbin, Mara Santangelo, Francesca Schiavone e Roberta Vinci

Convocate Francia: Amelie Mauresmo, Tatiana Golovin, Severine Bremond e Nathalie Dechy.

Il sorteggio degli incontri si terrà venerdì alle 12 e durante il fine settimana Rai Sport Sat si collegherà in diretta per trasmettere i due giorni di gara con i seguenti orari: sabato 14 luglio dalle ore 15, domenica 15 luglio dalle ore 12.

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